Il deputato Charles de Courson ha proposto un emendamento volto a istituire una tassa di 0,15 euro per millilitro di e-liquid, contenente o meno nicotina. L’obiettivo dichiarato è proteggere i giovani e generare 200 milioni di euro di entrate per lo Stato.

Aggiornamento del 20 ottobre:
Per il momento, questa tassa non è più attuale. Il progetto di legge nel suo insieme è stato respinto e l'Assemblea nazionale dovrà riprendere le discussioni a partire dal testo iniziale, il che potrebbe reintrodurre questa tassa durante futuri emendamenti.


Una tassazione sui prodotti per il vaping in fase di studio

Il deputato centrista Charles de Courson ha presentato un emendamento che propone una tassazione sui prodotti per il vaping, fissata a 15 centesimi per millilitro, indipendentemente dal contenuto di nicotina. Secondo lui, questa misura mira a evitare elusioni legali e a regolare il mercato. Se adottata, un flacone da 50 ml vedrebbe il suo prezzo salire a 27,50 €, e quello da 10 ml raggiungerebbe in media 7,40 €.

Impatto potenziale sul mercato degli e-liquid

Questa proposta di tassazione è accompagnata da una giustificazione: i prodotti per il vaping, sebbene considerati un aiuto per la disassuefazione dal fumo, non sono privi di rischi, soprattutto per i giovani e i non fumatori. De Courson spera di raccogliere sostegni al di là della maggioranza del governo, presentando il suo emendamento come «transpartisan». Tuttavia, i partiti di sinistra, come La France Insoumise, il Partito Socialista e Gli Ecologisti, hanno unanimemente respinto l’emendamento insieme al progetto di legge globale.

Dal lato destro dell’emiciclo, Philippe Lotiaux del Rassemblement National ha espresso il suo sostegno a questo emendamento, usando argomenti simili a quelli dell’industria del tabacco. Tuttavia, questo sostegno non è generalizzato nel suo stesso campo, alcuni deputati essendo poco informati o disinteressati alla questione.

Un deputato dalle posizioni mutevoli

Charles de Courson non ha sempre sostenuto l’aumento delle tasse. Nel 2022 era stato criticato da un’associazione antitabacco per aver presentato un emendamento che riduceva una tassa sul tabacco riscaldato, suscitando accuse di «regalo fiscale» a Philip Morris. Inoltre, nel 2014 aveva già proposto di limitare le tasse sul tabacco, un progetto che, secondo alcune fonti, sarebbe stato ispirato da Philip Morris.

Nel 2021 aveva incontrato Jean-Christian Haltel, un commerciante specializzato nel vaping, con cui aveva discusso degli effetti delle tasse sullo sviluppo del mercato nero. Questo solleva la domanda: De Courson adatta le sue posizioni a seconda delle circostanze, passando da un sostegno alla riduzione delle tasse a una difesa del loro aumento su altri prodotti?

La Fivape in opposizione

La Federazione interprofessionale del vaping (Fivape) ha reagito rapidamente pubblicando un comunicato che denuncia gli effetti negativi di una tale tassa. Ritiene che un aumento del 38% del prezzo degli e-liquid penalizzerebbe gravemente i piccoli operatori del vaping, che rappresentano l’85% del mercato, mentre l’industria del tabacco, che controlla il 15% del settore tramite sistemi chiusi, ne uscirebbe avvantaggiata.

Jean Moiroud, presidente della Fivape, ha ricordato che uno dei principali motori della transizione dei fumatori verso il vaping è il prezzo più accessibile rispetto alle sigarette tradizionali. Secondo lui, un tale aumento dei prezzi danneggerebbe l’efficacia del vaping come strumento di disassuefazione dal fumo.

Prospettive

Se l’emendamento potrà entrare in vigore solo se il bilancio globale sarà approvato, il suo futuro rimane incerto. Tuttavia, il dibattito su questa tassazione potrebbe radicarsi nelle future discussioni legislative. Come spesso accade in Francia, una volta che una tassa è istituita, tende ad aumentare nel tempo. Il tema resta quindi da monitorare attentamente.