Uno studio recente ha rivelato che l'indice di bianco dentale dei vaper e degli utilizzatori di tabacco riscaldato è significativamente superiore a quello dei fumatori.

Il catrame, presente nel fumo di sigaretta, è un fattore principale nella decolorazione dei denti. Ricercatori italiani hanno recentemente pubblicato i risultati di uno studio volto ad analizzare l'impatto del passaggio dalla sigaretta tradizionale alla sigaretta elettronica o al tabacco riscaldato sul colore dei denti.

Lo studio ha coinvolto 89 partecipanti suddivisi in cinque gruppi: fumatori regolari, ex fumatori, non fumatori, utilizzatori di tabacco riscaldato che avevano smesso di fumare e vaper esclusivi che avevano smesso di fumare. Il colore dei denti è stato misurato con uno spettrofotometro digitale, e i risultati sono stati espressi in termini di indice di bianco dentale (WID).

Le conclusioni hanno mostrato che la bianco dentale dei fumatori era nettamente inferiore a quella dei non fumatori e degli ex fumatori. I vaper e gli utilizzatori di tabacco riscaldato mostravano indici di bianco dentale comparabili a quelli degli ex fumatori.

I ricercatori hanno sottolineato che la differenza di bianco dentale tra gli utilizzatori di sigarette elettroniche e di tabacco riscaldato rispetto ai fumatori regolari era visivamente percepibile. Questa differenza è attribuita a una riduzione dell'esposizione ai pigmenti associati al catrame presenti nel fumo di sigaretta.

Sebbene questo studio presenti dei limiti, in particolare a causa della sua dimensione ridotta e del suo disegno trasversale, i suoi risultati rimangono incoraggianti. Si nota inoltre che gli ex fumatori dello studio avevano smesso di fumare da meno di due anni, il che suggerisce che il miglioramento del colore dentale può verificarsi relativamente rapidamente dopo la cessazione del tabacco.

Va notato che questo studio è stato finanziato dalla Foundation for a Smoke-Free World, un'organizzazione legata al produttore di sigarette Philip Morris International (PMI).